Stress-seekers: Istruzioni per l’uso

 

Laudadio Andrea, Giulia Colasante, Marina Conti e Serena Mancuso

 e-LABORANDO SpA

 

La maggior parte dei soggetti non sembra amare lo stress, apprezzando maggiormente le situazioni ritenute a basso stress. Di contro, gli stress-seekers sono dei soggetti fortemente attratti dallo stress (Bogg, 1981; Warmke, 1985). Nonostante sia possibile che rappresentino una quota significativa (circa il 6-7%) della popolazione lavorativa (Fiz, Laudadio, 2008), sono pochissimi gli studi che abbiano preso in considerazione il loro comportamento nei contesti organizzativi. Recentemente, utilizzando la S3 – Stress Seekers Scale (Fiz, Laudadio, 2008) abbiamo realizzato due studi finalizzati a tracciare un profilo identificativo degli Stress-seeker. Nel primo studio, oltre alla S3, sono stati indagati la personalità, il coping e i valori. Dall’analisi dei dati, sembrerebbe emergere che gli stress seekers abbiano maggiori livelli di energia e apertura mentale, ma con minori livelli di controllo emozionale e coscienziosità. In relazione al coping, gli stress-seekers fanno un maggior ricorso alle strategie focalizzate sul problema, attività, reinterpretazione positiva e crescita e ricerca di informazioni) ma un minor ricorso alla pianificazione. Rispetto ai valori, gli stress-seekers sembrano presentare maggiori livelli di ricerca delle emozioni (stimolazione) e minori livelli di sicurezza, tradizione e conformismo. Nel secondo studio, abbiamo realizzato trenta interviste semi-strutturate ad altrettanti stress-seekers (identificati tramite l’uso della S3). L’analisi delle interviste ha consentito di identificare alcuni elementi caratterizzanti: 1) Lo stress è visto come positivo; 2) Il soggetto ritiene di essere più abile delle altre persone a gestire lo stress; 3) I principali successi professionali sono associati a momenti di altissimo stress; 4) L’organizzazione del lavoro è incentrata sulla massimizzazione dello stress. Sulla base dei risultati emersi è possibile tracciare un “identikit”.

Gli stress-seekers sono individui che esprimono una valutazione positiva delle situazioni stressanti, ma che in alcuni casi si spingono fino a limiti difficilmente sostenibili anche per loro in cui sperimentano un vero e proprio “crollo”. Solitamente, gli stress-seekers hanno sperimentato in passato gli aspetti positivi dello stress e sono fortemente convinti che da questo derivi l’esito positivo (passato e futuro) del proprio lavoro. Per questo motivo, i compiti sono affrontati solo a ridosso delle scadenze, in modo tale da sentire l’energia dello stress. In altre parole, gli stress-seekers ritengono di non essere in grado di svolgere un lavoro (al meglio) se non hanno la giusta dose di energia derivante dallo stress, al contrario dei soggetti normali che ritengono di disturbo l’attivazione derivante da situazioni di forte stress. Probabilmente, e saranno questi gli sviluppi dei prossimi studi, lo stress-seekers potrebbe tendere a una vera e propria dipendenza da stress e utilizzare lo stress anche come strategia di self handicapping. Nel corso dell’intervento saranno presentati gli elementi psicometrici di base della S3 e il dettaglio dei risultati registrati nel corso dei due studi.