Analisi dei fabbisogni orientativi dei giovani residenti nella Provincia di Cosenza

 

Vivone Giancarlo*, Sconza Lucio* e Laudadio Andrea**

*SOFF (Servizio Orientamento Fabbisogno Formativo e Orientativo – Settore Formazione Professionale – Provincia di Cosenza); **e-LABORANDO S.p.A

Secondo Guichard e Huteau (2001), la finalità principale della consulenza di orientamento può essere definita come dare l’occasione di (ri)stabilirsi come persona, ovvero come prodotto ternario (io-tu-lui) della relazione dialogica con gli altri che sostiene e costituisce l’individuo in quanto tale e che porta a distanziarsi dalle possibili cristallizzazioni di sé. In tale prospettiva, l’orientamento rimanda a una relazione d’aiuto focalizzata sulle risorse interne del cliente, con l’obiettivo di metterlo in condizione di operare le proprie scelte con la massima autonomia possibile, mediante un processo autoesplorativo e contestualizzato. In letteratura non esistono molti strumenti specifici finalizzati all’analisi della domanda di orientamento dei soggetti: la maggior parte degli strumenti qualitativi sono delle schede di supporto per la fase di accoglienza del soggetto, non in grado di fornire informazioni circa il reale bisogno del soggetto. In un quadro così complesso e mutevole appare strategico intensificare le attività di studio finalizzate a definire con chiarezza la domanda di orientamento.

Il presente contributo illustra i risultati di una recente attività di analisi dei fabbisogni orientativi realizzata nella Provincia di Cosenza, all’interno del progetto FSE “Orientati 2”. Il campione della ricerca è stato composto da 2.976 soggetti tra i 16 e i 23 anni, residenti nella Provincia di Cosenza, a cui è stato somministrato in modalità CATI un questionario composto da una scala per l’analisi della domanda orientativa (Laudadio, in press) ispirata al Ciclo della Gestalt (Clarkson, 1999), composta da 9 item in relazione a tre fattori: “scelta avviata”, “scelta conclusa” e “non interessato alla scelta” e una scala finalizzata a esplorare il livello di bisogno di servizi di orientamento, composta da un elenco di nove servizi classici dell’attività orientativa in cui i soggetti dovevano indicare il livello di domanda (da 1= Per nulla a 4= Del tutto). Dai risultati è emerso che sono i maschi a esprimere in numero minore la decisione e a trovarsi maggiormente impegnati nel processo di scelta, così come sono i soggetti in cerca di occupazione a collocarsi maggiormente nel momento della scelta, seguiti dai soggetti occupati, mentre sono gli studenti a farsi meno domande in relazione al proprio futuro professionale. La percentuale complessiva dei soggetti decisi risulta del 43% e, al massimo, arriva al 63% in corrispondenza dei 22 anni di età. Costruendo due indici differenti, il primo per le attività di consulenza e il secondo per le attività di informazione, si assiste a una interessante differenziazione in relazione all’età. La domanda di orientamento informativo è pressoché costante per tutto il periodo di età analizzato, mentre la domanda di attività di consulenza cresce in relazione all’età e assume il suo valore massimo in corrispondenza dei 21 anni di età. Se compariamo la domanda di servizi di orientamento in relazione ai diversi gruppi di soggetti (scelta conclusa, avviata, non interessati), emerge chiaramente come siano i soggetti impegnati nel processo di scelta a produrre la maggiore domanda di attività di orientamento, in particolare in reazione ai servizi di informazione. I risultati dello studio evidenziano l’urgenza di sviluppare sistemi orientativi compatibili con la domanda dei soggetti.