Un modello cognitivo di categorizzazione delle professioni

 

  1. Laudadio[1]

 

Tutto ciò che siamo è il risultato

 di ciò che abbiamo pensato.

Dhammapada, 1

 

 

Premessa

 

L’interesse per l’organizzazione categoriale dei giovani rispetto al mondo delle professioni nasce dalla necessità di progettare e realizzare uno strumento per la verifica dell’efficacia di alcuni materiali prodotti per l’orientamento, in quanto, riteniamo, che un orientamento che voglia definirsi veramente efficace, non possa prescindere da un’attività di monitoraggio sistematico sui materiali prodotti, che consenta anche di valutarne la fruibilità e l’impatto sull’utenza.

Pombeni (1996) individua come condizione necessaria all’efficacia dei materiali orientativi di tipo informativo che «l’utente sia in grado di compiere una rielaborazione autonoma in funzione del proprio progetto professionale (o formativo)», e che il contenuto sia espresso attraverso un linguaggio adatto.

Per soddisfare questa condizione è necessario che l’organizzazione delle informazioni contenute nei materiali per l’orientamento sia il più vicino possibile all’organizzazione mentale dell’utente.

Così, piuttosto che, esplorare il livello di conoscenza del mondo del lavoro si è preferito esplorare l’organizzazione di queste conoscenze.

E’ da tale premesse che nasce la ricerca “Valutazione ergonomica dell’efficacia dei materiali per l’orientamento: modelli utente e approcci cognitivi a confronto” di cui questo articolo riporta alcuni risultati.

Il presente studio pilota è parte integrante di un progetto di orientamento più ampio nel quale si vogliono esplorare le componenti cognitive che sottendono la scelta professionale.

 

Categorie e categorizzazioni

 

Categorizzare è un processo naturale dell’uomo. Grazie alla capacità di formare concetti e di raggrupparli in categorie egli riesce a districarsi nella «caotica molteplicità dell’esperienza» (Pellizzi, 1954).

Anche se siamo in grado di percepire ed evidenziare delle differenze tra i componenti di una stessa categoria noi li consideriamo come simili, e scegliamo di ignorarne le differenze. Così facendo, per dirla con le parole di Tyler (1969), «l’infinita variabilità del mondo si riduce a dimensioni tollerabili e manipolabili».

Costituire delle categorie, categorizzare, «significa trattare un insieme di cose come, in un certo qual modo, equivalenti: metterle nello stesso mucchio, o chiamarle con lo stesso nome, o rispondere a esse nello stesso modo» (Neisser, 1989).

Le categorizzazioni sono strettamente legate ad aspetti soggettivi ed a vissuti individuali, «i nostri criteri di classificazione sono interamente arbitrari e soggettivi. Non c’è alcunché nel mondo esterno che domandi che certe cose siano riunite sotto la stessa etichetta e altre no». (Tyler, 1969).

Molto di quello che sappiamo oggi sulle categorie lo dobbiamo al lavoro svolto da Eleanor Rosch. L’autrice, attraverso i suoi studi, ha individuato all’interno del processo di categorizzazione l’esistenza di due tipi di strutture.

La prima struttura, definita orizzontale, è interna alla categoria, e generalmente in questa struttura è possibile individuare delle gradazioni di appartenenza. Queste gradazioni passano da membri altamente facenti parte della categoria, a membri relativamente marginali. Molto spesso il confine delle categorie è difficilmente individuabile e non chiaramente definito.

La struttura invece detta verticale, fa riferimento alle relazioni esistenti tra le categorie stesse. Queste spesso assumono una forma gerarchica, che si estende da una categoria superordinata fino a quelle più subordinate. Per esempio: Mobilia →  Sedia → Poltrona. All’interno di questa gerarchia è possibile individuare un livello particolare detto: “livello di base della categorizzazione”.  Questo livello ha tre caratteristiche:

  • la prima caratteristica è che i membri di questa categoria hanno la tendenza ad avere un aspetto simile
  • la seconda è che noi tendiamo ad avere con questi membri una interazione simile
  • la terza è che ognuna di queste categorie ha molti attributi descrivibili.

«Al contrario è sorprendentemente difficile trovare qualsiasi attributo davvero distintivo a categorie superorinate come mobilia.» (Neisser, 1989).

E’ stato ipotizzato che a livello di base la categorizzazione avvenga facendo riferimento all’aspetto e alle affordances dei membri.

Affordances è un termine coniato da J.J. Gibson sulla base dell’esistente to afford, per indicare «una combinazione specifica di proprietà possedute dalla sostanza e dalla superficie di qualche cosa» (1977) che pertanto si presenta alla percezione come avente i mezzi per soddisfare determinati bisogni; Secondo l’autore  «gli oggetti avrebbero proprietà o affordances in sintonia con i bisogni e con gli obiettivi degli organismi e quindi porrebbero facilmente questi ultimi nella condizione di rispondere a essi o di utilizzarli.» (Del Miglio, 1989) Ma, come precisato prima, la categorizzazione è un processo individuale e soggettivo, e questo è vero anche e soprattutto al livello di base. Infatti questo livello non è universale e trasversale a tutti gli individui, ma come detto, cambia per ogni persona. Il livello di esperienza e le conoscenze in un determinato settore possono trasformare sensibilmente le categorie di base, poiché un esperto noterà una serie maggiore di dettagli e di affordances. Un appassionato di automobili non avrà una categoria di base “automobili”, ma probabilmente ogni singola marca di autoveicoli ne costituirà una, oppure è possibile che ogni singolo autoveicolo costituisca una categoria di base.

Per questo motivo non possiamo accettare l’ipotesi che le categorie vengano generate unicamente in base all’apparenza, ma dobbiamo anche tenere in considerazione le implicazioni culturali e soggettive della categorizzazione. La categoria mobilia, familiare a tutti, contiene membri che non hanno apparenza e affordances comuni, eppure viene esperita da tutti come una categoria omogenea e funzionale.

Come ci fa notare Neisser «Deve esserci implicato un modello cognitivo, ma non può essere uno che abbia a che fare con caratteristiche intrinseche», più verosimilmente il modello è correlato a processi  culturali, a condizioni più propriamente dell’essenza che non dell’apparenza, a condizioni temporali e storiche e alle concettualizzazioni scientifiche.

Questo studio pilota vuole indagare le categorie di base con cui i giovani organizzano alcune informazioni sul mondo del lavoro.

 

Metodologia della ricerca

 

La similarità tra l’organizzazione della banca dati e l’organizzazione cognitiva degli utenti è stata valutata attraverso due procedure separate e distinte di card sorting (Fig. 1)*.

Il card sorting è una tecnica che risulta estremamente appropriata per esplorare le categorie. Letteralmente card sorting significa: “ordinare le schede” e viene utilizzata per effettuare verifiche di usabilità, risulta quindi appropriata per la individuazione delle struttura organizzativa dei contenuti di un sito Web.

 

Vengono presentati ad un soggetto i cartoncini e gli viene chiesto di ordinarli secondo dei criteri scelti liberamente in un numero libero di categorie.

 

Ad ogni soggetto sono stati presentati una serie di cartoncini, con sopra scritto un descrittore di una sezione o di un contenuto del sito.

Veniva poi chiesto ai soggetti di organizzare i cartoncini secondo criteri scelti liberamente. Utilizzando poi delle procedure di analisi dei dati sono state ottenute delle rappresentazioni grafiche della struttura categoriale definita dagli utenti.

Ad ogni soggetto del campione sono state presentate due serie di stimoli:

  • la prima serie è composta da cartoncini contenenti un descrittore di una figura professionale
  • la seconda serie è composta invece dalla denominazione della figura professionale.

Il campione della ricerca era costituito da un gruppo di 28  studenti romani frequentanti il quinto anno della scuola media superiore o iscritti al primo anno di università ( Facoltà di Fisica, Scienze della Comunicazione, Psicologia, Economia e Commercio, Lettere e Filosofia, Giurisprudenza delle Università di Roma: “La Sapienza”, Roma “Tor vergata” e Roma Tre).  I soggetti, 16 femmine e 12 maschi, avevano un’età media di 20.2 anni con una deviazione standard di 1.2 anni. I soggetti non erano a conoscenza della finalità della ricerca e non avevano mai effettuato un analogo compito con un’ analoga procedura.

Gli stimoli per le due serie di card sorting erano costituiti da cartoncini su cui era  riportato uno degli item selezionati  per lo studio. I descrittori utilizzati per il card sorting eseguito per studiare l’organizzazione interna delle informazioni sulle figure professionali sono dei sostantivi selezionati da una giuria di esperti (Tabella 2).

 

Sezione: Numero descrittori: Esempio di descrittori:

Compiti

17 Controllo macchinari

Amministrazione

Ricerca scientifica

 

Competenze 13 Cultura generale

Informatica

Disponibilità

 

Formazione 8 Diploma scuola superiore

Apprendimento on the job

Aggiornamento

 

Carriera 12 Gerarchia

Esame interno

Dirigente

 

Situazione di lavoro 7 Libera professione

Lavoro dipendente

Livello contrattuale

 

Tendenze occupazionali 6 Occupabilità

Prospettive occupazionali

Mobilità

 

Tabella 2 – Esempio di descrittori delle componenti delle figure professionali

 

Gli stimoli relativi al card sorting per le denominazioni delle figure professionali (Tabella 3) sono stati scelti tra i nomi delle figure professionali nelle diverse aree, per ognuna delle aree  sono state scelte 4 figure professionali con diverso livello di competenza/formazione.

 

Area: Professioni:

Agroalimentare

Veterinario

Perito agrario

Addetto alla lavorazione del pesce

Enologo

Audiovisivi Disk Jockey

Operatore

Regista

Sceneggiatore

Beni culturali Bibliotecario

Restauratore

Archeologo

Manager culturale

Chimica Tecnico di laboratorio

Informatore scientifico

Direttore della ricerca

Gestore di impianti

Commercio Direttore Centro commerciale

Esercente

Supervisore alle casse

Magazziniere

Gestione risorse umane Consulente del lavoro

Esperto in formazione aziendale

Tecnico amministrazione del personale

Esperto in relazioni sindacali

Grafica Giornalista

Redattore

Grafico

Manutentore

Metalmeccanica Responsabile di produzione

Verniciatore

Collaudatore

Esperto di controllo qualità in produzione

Servizi finanziari Promotore finanziario

Broker

Operatore di sportello

Contabile

Telecomunicazioni Tecnico operatore di rete (telefonia)

Addetto al customer care

Venditore di servizi/prodotti (telecomunicazioni)

Communication manager

Trasporti Pilota

Capo stazione

Macchinista

Autotrasportatore

Tabella 3 – Descrittori delle figure professionali

 

Durante la sessione sperimentale, a ciascun soggetto veniva consegnato il gruppo di cartoncini relativi al card sorting da eseguire, disposti in ordine casuale. Ai soggetti veniva chiesto di classificare tutti i cartoncini in un numero qualsiasi di classi omogenee, da loro create in base ad un qualsiasi criterio di classificazione.

I soggetti utilizzano un tavolo per disporre i cartoncini in pile, ciascuna corrisponde ad una classe.

Nelle istruzioni veniva sottolineato che non si ponevano limiti al numero di classi, al numero di cartoncini all’interno di ciascuna classe e al tipo di classificazione scelta. Inoltre, il soggetto veniva invitato ad attribuire un nome descrittivo a ciascuna delle classi individuate. Tutti i cartoncini dovevano però essere classificati senza alcuna esclusione. Al termine del primo card sorting veniva proposto ai soggetti di ripetere la prova con la seconda serie di stimoli.

 

Risultati

 

Per evidenziare le relazioni percepite tra i diversi elementi semantici in ciascuno dei card sorting eseguiti è stata utilizzata una procedura di cluster analysis, che consente di formare dei gruppi di unità.

Questi gruppi hanno la caratteristica di avere un’alta somiglianza interna con una conseguente alta distinzione rispetto agli altri gruppi.

La cluster analysis si basa sui concetti di similarità e di distanza che sono tra loro inversamente proporzionali. Le matrici delle distanze sono state calcolate in base alla frequenza con la quale ciascuno stimolo era incluso nella stessa categoria con ciascuno degli altri stimoli. Sulla matrice delle distanze così ottenuta è stata applicata una cluster analysis gerarchica. Una cluster analysis gerarchica produce dei raggruppamenti ordinati secondo livelli crescenti o decrescenti di similarità.

Le categorie emerse sono state poi rappresentate graficamente come il raggruppamento di “cartoncini” risultante, quindi sono stati interpretati da più esperti.

 

Componenti delle figure professionali

 

Per quanto riguarda il card sorting relativo alle componenti delle figure professionali, in media, i soggetti hanno raggruppato gli item relativi alle categorie di descrittori in 8.7 classi, con una deviazione standard di 4.55 classi. Il numero di classi va da un minimo di 4 ad un massimo di 17, ma la maggior parte dei soggetti (64%) ha prodotto un numero di classi compreso tra 4 e 6.

La cluster analysis ha messo in evidenza  9 raggruppamenti di item coerenti tra loro.

 

 

Il primo raggruppamento (fig.2) può essere identificato con le competenze in termini di caratteristiche individuali. Quasi tutti i soggetti hanno selezionato questi item come un gruppo, cosa che suggerisce l’esistenza di una categoria semantica molto definita che si riferisce alle caratteristiche di personalità legate al mondo del lavoro.

Questo dato mette in evidenza quanto i giovani ritengano importante nella scelta professionale gli aspetti legati all’individuo e alle sue caratteristiche. Tale ipotesi interpretativa è in linea con la recente letteratura in materia di orientamento che ha evidenziato l’importanza dei fattori di ordine personale nella scelta professionale.

Così i risultati di recenti studi sottolineano anche la necessità da parte dei ragazzi di «avere maggiori informazioni sul mondo del lavoro e delle professioni, nonché sul mondo universitario e sul suo funzionamento, ma solo se subordinata alla conoscenza di se stessi.» (Grimaldi, 2003)

E’ interessante notare come in questa categoria venga collocato l’item mobilità, che, se è vera l’ipotesi interpretativa appena formulata, viene quindi percepito dai giovani come una caratteristica di personalità in relazione con il mondo del lavoro. In altre parole viene percepita in qualche modo come “disponibilità personale alla mobilità”.

 

 

Il secondo raggruppamento (fig. 3) può essere identificato con i ruoli presenti all’interno di una organizzazione lavorativa con un forte riferimento alla posizione contrattuale. Come abbiamo detto all’inizio, all’interno di una categoria è possibile trovare item con un livello di appartenenza forte e membri con un livello di appartenenza debole alla categoria, in questo caso il perno della categoria è individuabile intorno ad item come: posizione professionale, ruolo professionale, qualifica professionale, livello contrattuale.

 

Il terzo raggruppamento (fig. 4) ha un forte riferimento alle modalità tipologiche della professione.

 

 

Il quarto raggruppamento (fig. 5)  include tutti gli item relativi alle mansioni specifiche dei lavori, e coincide in gran parte con la sezione compiti nella descrizione delle figure professionali. Circa i 9/10 degli item originariamente contenuti nella sezione compiti sono rintracciabili in questo cluster. I giovani, quindi, categorizzano, senza alcuna ulteriore distinzione, neppure tra livelli, i compiti e le responsabilità legate ad una professione.

 

I due raggruppamenti successivi (fig. 6 e 7) sembrano entrambi relativi alle prospettive di carriera, nel primo caso in termini di carriera all’interno del posto di lavoro, nel secondo caso alla ricerca di lavoro.

E’ interessante notare che in questo raggruppamento vengono inclusi anche Mobilità orizzontale e Mobilità verticale. Questo potrebbe significare che i giovani associano la flessibilità alla possibilità di trovare lavoro.

I due raggruppamenti si congiungono al passo successivo della gerarchia, e questo ci consente di trattarli come un gruppo unico, che quindi assume la forma di un insieme che fa riferimento alle tendenze occupazionali e alla carriera.

Gli ultimi tre raggruppamenti (fig. 8, 9 e 10) sono anch’essi correlati, e fanno chiaramente riferimento alla formazione e alle competenze. Volendo ipotizzare delle differenze:

Il primo di questi raggruppamenti si riferisce alla conoscenza di materie con carattere specialistico e accademico. Il secondo sembra riferirsi  a competenze culturali con carattere tipicamente operativo. Il terzo raggruppamento si riferisce molto chiaramente ai titoli di studio ed alle competenze di base, come la cultura generale.

Più che su quello che è presente sarebbe utile soffermarsi su quello che è assente da queste categorie, e cioè specializzazione, aggiornamento on the job e aggiornamento, che vengono collocati in altre categorie. Questo potrebbe suggerire che i giovani percepiscano la formazione come sostanzialmente statica.

L’analisi condotta sui risultati della prova di card sorting sugli item relativi alla organizzazione delle informazioni sulle figure professionali ha mostrato una buona aderenza tra la organizzazione delle informazioni sulle figure professionali percepita dagli utenti e quella realizzata nella banca dati ISFOL-Orientaonline. Le principali sezioni incluse nella banca dati  trovano riscontro nei risultati della procedura di card sorting, anche se quest’ultima appare più ricca e articolata.

In particolare, dalla procedura di card sorting è emersa chiaramente una categoria Compiti analoga a quella presente nel database.

Le sezioni competenze e formazione appaiono più articolate e meno chiaramente distinte. E’ emersa una categoria relativa alle competenze personali, in termini di caratteristiche di personalità richieste dal mondo del lavoro.

Anche nel caso della sezioni situazione lavoro e carriera la procedura di card sorting ha prodotto una classe di item riconducibile ad essa.

Denominazioni delle figure professionali

 

Per quanto riguarda invece il card sorting sulle denominazioni delle figure professionali, in media, i soggetti hanno raggruppato gli item relativi alle categorie di descrittori in 8.3 classi, con una deviazione standard di 4.53 classi. Il numero di classi va da un minimo di 4 ad un minimo di 17, ma la maggior parte dei soggetti (64%) ha prodotto un numero di classi compreso tra 4 e 8.

I risultati della cluster analysis hanno messo in evidenza 7 raggruppamenti di item coerenti tra loro.

 

Il primo raggruppamento (fig. 11) può essere identificato con le figure professionali relative alle aree Audiovisivi e Grafica.

I soggetti non hanno fatto alcuna distinzione tra le due aree, neppure nelle classificazioni a livelli gerarchici inferiori, e quasi tutti i soggetti hanno selezionato questi item come un gruppo definito, cosa che suggerisce l’esistenza di una categoria semantica molto stabile che si riferisce alle professioni legate in qualche modo al mondo dello Spettacolo e della Comunicazione.

Per l’analisi delle figure professionali si è reso necessario adottare il modello di Hampton (1993) sui prototipi. Questo modello presuppone che le categorie si costituiscano attorno ad un nucleo stabile identificabile con un prototipo di quella categoria.

Secondo l’autore, le caratteristiche di un prototipo sono un elenco formato dalle caratteristiche associate ad ogni singolo membro della categoria. La frequenza con cui una caratteristica si presenta all’interno della categoria determina poi il peso prototipico.

In sintesi, il prototipo intorno al quale una categoria si aggrega ha delle caratteristiche che molto probabilmente sono quelle che con maggior frequenza riscontriamo nei componenti della categoria stessa. E’ altamente probabile che il prototipo di mobili, abbia nella sua lista delle caratteristiche quella di “essere di legno”, anche se poi non è detto che tutti i membri di questa categoria  posseggono la caratteristica di essere di legno, come ad esempio una poltrona.

In nessun caso va però considerato il prototipo come la semplice somma delle sue caratteristiche. Esso va interpretato in termini olistici, e quindi considerato come il risultato della interazione delle sue caratteristiche.

Nel caso del primo gruppo, possiamo ipotizzare che abbiano un forte peso prototipico caratteristiche come la libertà di iniziativa, l’alto prestigio sociale, l’alta creatività, buona retribuzione e un alto livello di gratificazione.

 

Il secondo raggruppamento (fig. 12) include figure professionali caratterizzate da Ruoli di Responsabilità con mansioni di controllo, sebbene la componente di potere e controllo sembri però essere costruita intorno ad un prototipo probabilmente più legato alle denominazioni che agli effettivi compiti o competenze.

 

Nel terzo raggruppamento (fig. 13) invece una caratteristica prototipica rilevante è il rapporto con il pubblico.

Le figure professionali incluse in questa categoria sono le figure professionali di medio livello con un alto contatto con il pubblico.

 

Il quarto gruppo (fig. 14) sembra essere legato alle professioni di alto livello ma prive di chiari ruoli di responsabilità.

 

Il quinto raggruppamento (fig. 15) definisce chiaramente ruoli tecnico/operativi, indipendentemente dal livello professionale. Tutte le professioni incluse in questo raggruppamento, infatti, hanno a che fare con la tecnica e/o con operazioni manuali.

L’elevata variabilità delle categorie e la collocazione di alcune professioni evidenziano che i giovani conoscono poco il mondo delle professioni, questo è in linea con alcune recenti ricerche che “hanno evidenziato che spesso gli studenti non hanno un’immagine reale delle professioni; è inutile sottolineare di contro che per sapersi orientare e saper fare delle scelte nel corso della vita, e per costruirsi un’identità adulta, bisogna saper guardare e conoscere anche l’universo che ruota intorno a se stessi, aggiornarsi sull’andamento del mercato del lavoro, sulle opportunità occupazionali, le nuove professionalità.” (Montalbano, 2003)

 

Conclusioni

 

Non tutte le classi emerse dalla procedura di card sorting sono ben chiaramente identificabili, risultato questo che suggerisce una variabilità elevata nei criteri di classificazione adottati dai partecipanti. A dato questo va aggiunto che i giovani del campione non hanno una visione organica e completa del mondo del lavoro e delle professioni, questo dato è supportato dalla collocazione di alcuni descrittori professionali come ad esempio “Apprendimento on the job”.

Il criterio intorno al quale sembra che i giovani organizzino il mondo delle professioni sembra essere il prestigio associato al ruolo.

I giovani del campione hanno organizzato le professioni seguendo due direttrici, una è quella della presenza verso assenza di responsabilità/controllo, mentre l’altra è legata alla tipologia del lavoro, concettuale verso manuale/tecnico.

Offre un valido spunto di riflessione il fatto che nelle categorie riguardanti i descrittori delle figure professionali sia emersa una classe in parte coincidente con la sezione formazione che però include solo i titoli di studio e la cultura generale.

Questo dato deve far riflettere su quanto i giovani vedano ancora la formazione come episodica e non come permanete e continua.

Quello che emerge chiaramente è una categoria che fa fortemente riferimento alle caratteristiche personali del lavoratore, o come hanno suggerito alcuni giudici chiamati ad interpretare le categorie, del Buon lavoratore.

Questa categoria mette comunque in risalto la volontà del giovane di avere anche delle informazioni inerenti le categorie di personalità legate alle singole professioni.

Per quello che riguarda l’organizzazione dei dati della banca dati ISFOL-Orientaonline, quest’ultima si è dimostrata congruente con l’organizzazione delle informazioni rilevata nei soggetti, per quello che riguarda i descrittori delle figure professionali. Sempre restando le precisazioni fatte sopra per quanto riguarda la formazione.

Per quello che concerne invece l’organizzazione in macro aree delle figure professionali la divergenza tra l’organizzazione della banca dati e l’organizzazione proposta dai soggetti è profondamente differente. Infatti, a parte una classe di figure professionali legate al mondo dello spettacolo e dell’informazione in parte coincidente con le aree audiovisivi e grafica, le altre classi emerse dal card sorting non coincidono con le aree professionali.

E’ vero però che la categorizzazione dei giovani è difficilmente applicabile alla banca dati, in quanto, probabilmente, strutturata intorno a parametri altamente soggettivi come ad esempio il prestigio, e difficilmente replicabile per tutti i soggetti.

Come indicazione emerge quella di dotare la banca dati di un motore trasversale di ricerca in grado di fornire agli studenti la possibilità di riorganizzare il mondo delle professioni sotto più parametri.

 

 


Bibliografia

 

 

Del Miglio C., Ecologia del se: dalla percezione alla concettualizzazione del sé, Torino, Bollati Boringhieri 1989

Durkheim E. e Mauss M., Su alcune forme primitive di classificazione, in Durkheim E. Hubert H. Mauss M., Le origini dei poteri magici, Torino, Bollati Boringhieri 1991 pp. 17 – 92

Gibson J.J. The Theory of Affordance, in Shaw R. e Bransford J. (a cura di), Perceiving, Acting and Knowing. Toward an Ecological Psychology, Erlbaum, Hillsdale 1977

Grimaldi A., (a cura di) Materiali per l’orientamento: quale percezione e quale diffusione, Milano, FrancoAngeli 2003

Hampton J.A., Prototype models of concept representation, I. van Mechelen, J.A. Hampton, R.S. Michalski, P. Theuns (a cura di), Categories and Concept : Theoretical Views and Inductive Data Analysis, Academic Press, Londra 1993 pp. 67 – 95

Montalbano G., Una premessa storico-concettuale, in  A. Grimaldi (a cura di), Materiali per l’orientamento: quale percezione e quale diffusione, Milano, FrancoAngeli 2003 pp. 17 – 25

Neisser U., Le basi ecologiche e intellettuali della categorizzazione, in U. Neisser (a cura di) Concetti e sviluppo concettuale, fattori ecologici e intellettivi della categorizzazione. Roma, Città Nuova Editrice 1989 pp. 23 – 35

Pellizzi C., Il metodo e la sistematica delle discipline sociologiche, in AA.VV. Atti del Congresso di studi metodologici. Torino 1954 pp 373 – 80  opera citata in Marradi A., Concetti e metodi per la ricerca sociale, Firenze, La Giuntina 1984

Pombeni M.L., Orientamento scolastico e professionale, Bologna, Il mulino 1996

Rosch E., Principles of categorization, in E. Rosch & B.B. Lloyd (a cura di), Cognition and categorization, Erlbaum, Hillsdale (N.J.) 1978

Tyler, S.A., Cognitive Anthropology, New York, Holt 1969

Whorf B.L., Linguaggio, pensiero e realtà. Torino, Boringhieri 1970

[1] Isfol – Responsabile del progetto “Modelli cognitivo – psicologici nella scelta e nel successo della professione”

* Realizzazione grafica a cura di Irene Jorno