Il tutor: come e quanto è utile. Un contributo di ricerca

Andrea Laudadio, Paolo Renzi, Fabio Ferlazzo

Facoltà di Psicologia 2 – Università “La Sapienza” di Roma

e-mail: andrea.laudadio@uniroma1.it

 

Al tutor sono spesso dedicati interi capitoli nei manuali di formazione a distanza e – sempre all’interno di questi manuali – sono molti i riferimenti a come dovrebbe “essere” e cosa dovrebbe “fare” un buon tutor: «facilitatore e regolatore della discussione» (Laure, 1993) «allestire intorno ad ogni soggetto un ricco e variegato repertorio di risorse di apprendimento, tecniche, organizzative, interpersonali, in modo che questi possa trovare gli appigli più idonei a cui afferrarsi e procedere» (Calvani e Rotta, 2001) Parallelamente è però doveroso notare come il tutor sia molto raramente oggetto di indagine scientifica. In un certo senso, viene data per scontata la sua utilità all’interno del processo formativo. Non sono presenti contributi che indichino “quando” il tutor è utile e “quanto” sia grande questo contributo. Per rispondere a queste domande sono state allestite due distinte situazioni sperimentali.

Nel primo esperimento è stato misurato l’apprendimento di due gruppi di studenti partecipanti allo stesso percorso di formazione a distanza. I due gruppi (bilanciati per età e competenze informatiche) differivano per l’avere o meno un tutor. Il gruppo con tutor ha fatto registrare migliori prestazioni di apprendimento. Nel gruppo senza tutor inoltre si registrano differenze significative di apprendimento in relazione all’età. Sono infatti gli over 31 ad avere livelli di apprendimento significativamente inferiori.

Nel secondo esperimento è stato misurato l’apprendimento in due gruppi di studenti allo stesso percorso di formazione a distanza. I due gruppi (bilanciati per età e competenze informatiche) differivano per l’avere a disposizione un tutor in presenza oppure un tutor a distanza. I risultati evidenziano un maggiore livello di apprendimento nel gruppo che aveva a disposizione un tutor in presenza rispetto al tutor a distanza. A fronte di questo però la “percezione” di apprendimento appare sostanzialmente uguale.

Nel corso dell’intervento saranno presentati nel dettaglio le metodologie e i risultati dei due esperimenti.