Il percorso di validazione della Resilience Stories Scale

The validation process of the Resilience Stories Scale

 

Andrea Laudadio e Maria D’Alessio

Università degli studi di Roma “La Sapienza” – Facoltà di Psicologia 1

Riassunto

 

La resilienza fa riferimento alla capacità degli individui di superare eventi spiacevoli. In letteratura esistono numerosi strumenti finalizzati alla misurazione del costrutto, ma nessuno di questi è stato validato in Italia. Inoltre, gli strumenti misurano le caratteristiche dell’individuo resiliente e non sono in grado di fornire un’indicazione complessiva circa la resilienza. L’articolo presenta il percorso di validazione della Resilience Stories Scale, articolato in cinque storie di soggetti resilienti. Ai soggetti è chiesto di valutare la probabilità di comportarsi nello stesso modo davanti a situazioni traumatiche. La validità di costrutto è stata verificata su un campione di 1.000 adolescenti (M= 17 anni e 11 mesi; DS= 9 mesi) e la validità convergente su un campione di 559 adolescenti (M= 17 anni e 7 mesi; DS = 1 anno e 1 mese). Lo strumento sembra presentare buone caratteristiche psicometriche di attendibilità e validità.

Parole chiave: Resilienza, Questionario, Scala

Abstract

 

Resilience is the ability of the individuals to overcome disagreeable events. In literature there are many questionnaire finalized to the measurement of the construction, but none of these has been verified in Italy. Moreover, questionnaires measure the characteristics of the resilient individual and they are not able to furnish a general indication about resilience. This article presents the validation process of the Resilience Story Scale, composed by five histories about resilient subjects in which it has asked to the subject to point out the probability to involve themselves in the same way in front of traumatic situations. Construct validity has been verified on a sample of 1.000 adolescents (Average= 17 years and 11 months; SD= 9 months) and convergent validity on a sample of 559 adolescents (Average= 17 years and 7 months; SD= 1 year and 1 month). The questionnaire seems to show good psychometric characteristics such as reliability and validity.

Keywords: Resilience, Questionnaire, Scale

 

 

 

1 Introduzione

La parola resilienza origina – secondo alcuni autori – dal latino resalio (iterativo di salio) e rimanda al concetto di “saltare o rimbalzare”. Secondo altri autori, dal verbo insĭlio, che indica l’atto di “saltare su”, termine prevalentemente usato per riferirsi all’atto – dei naufraghi – di risalire sulle imbarcazioni rovesciate. In fisica, la resilienza è sinonimo della legge di Hook che esprime una relazione tra la sollecitazione esercitata su un corpo, deformazione e capacità di riassumere la forma iniziale. In ambito economico, è definito come “resiliente” un business plan in grado di far fronte a possibili crisi o perturbazioni inattese. In ambito psicologico il costrutto è utilizzato per indicare la capacità di un individuo di superare eventi che potrebbero condurre a conseguenze sfavorevoli (Rutter, 1993), rafforzandosi o trasformandosi (Groteberg, 1996) grazie alle proprie particolari qualità mentali, di comportamento e di adattamento (Kreisler, 1996). La resilienza spiega perché soggetti esposti a elevati fattori di rischio non abbiano sviluppato – nel tempo – comportamenti patologici (Werner e Smith, 1992; Gamerzy, et al. 1984).

Il termine resilienza è utilizzato in letteratura sia in riferimento al processo di superamento degli eventi traumatici sia alle caratteristiche proprie della persona resiliente. Per superare tale ambiguità sia terminologica sia concettuale, Block & Block (1980) consigliano di utilizzare l’espressione ego-resilienza se il riferimento è ai tratti individuali. Resilienza ed ego-resilienza differiscono per alcuni aspetti: la prima è un processo dinamico in risposta ad una esposizione ad eventi dolorosi, mentre la seconda è una caratteristica di personalità – stabile – che non presuppone l’esposizione a un rischio (Luthar, 1996). Sono numerosi gli studi che hanno cercato di evidenziare le caratteristiche proprie di un individuo ego-resiliente.

Cramer (2000) pone l’accento sull’intelligenza, la creatività, l’immaginazione e, per i bambini, il gusto per il gioco. Sullo sfondo di quest’approccio c’è la teoria dell’attaccamento e Fonagy (2000) ricorda come lo stile di attaccamento sicuro e il precoce sviluppo di capacità interpretative e simboliche (che egli definisce Meccanismo Interpretativi Interpersonali) siano collegate con la capacità di resilienza. Gilligan (1997), richiamando l’opera di Fonagy e per certi aspetti anche di Rutter, tenta di conciliare due orientamenti epistemologici e propone lo sviluppo di un funzionamento resiliente basato su tre fattori: a) Il sentimento di una base sicura: fa riferimento ai primi studi di Bowlby e al sentimento di appartenenza alla rete sociale e relazionale. Rutter (1987) rileva che la presenza di un buon sostegno sociale equivalga ad un buon attaccamento familiare nella prima infanzia. Numerosi autori condividono quest’approccio (Sroufe e Rutter, 1984) e concordano nell’utilizzare come indicatore della resilienza – per i bambini piccoli – un attaccamento sicuro ai loro caregivers e la maturazione di un sé autonomo (Sroufe et al., 1990) e per i bambini in età scolare il successo scolastico e le relazioni positive con pari ed adulti (Masten, Coatsworth, 1995). b) La stima di sé: si fonda sul riconoscimento da parte della persona dei propri meriti e delle proprie competenze. Rutter (1985) ritiene che due esperienze importanti, in grado di sviluppare la stima in senso positivo, siano la presenza di relazioni amicali e sentimentali sicure e l’acquisizione di successi in campi considerati importanti dalla persona. c) Il sentimento di efficacia personale: secondo Fonagy (2000) è strettamente legata con lo stile di parenting, esso può influenzare la consapevolezza delle proprie abilità e dell’ambiente circostante, e dunque il processo o meno di autonomia. L’importanza dell’autoefficacia è sostenuta anche da altri autori, come ad esempio Bronfenbrenner (1996).

Putton & Fortugno (2006) – più recentemente – hanno elencato le life skills di un individuo ego-resiliente: pensiero critico e creativo, decision making, problem solving, autoconsapevolezza, comunicazione efficace, empatia, capacità di relazioni interpersonali e gestione delle emozioni e dello stress.

La mancanza di un quadro unitario e condiviso, relativo alle caratteristiche degli individui ego-resilienti, si riflette anche riguardo agli strumenti di misurazione della resilienza disponibili in letteratura. Un’analisi compiuta su 11 strumenti ha evidenziato l’esistenza di 31 diverse dimensioni. Solo quattro dimensioni ricorrono in almeno tre strumenti: Competenze personali, Supporto sociale, Accettazione del cambiamento e Controllo emozionale. Nessuno strumento, per ora, sembrerebbe essere in grado di fornire una misurazione complessiva della ego-resilienza (Laudadio, Colasante, D’Alessio, in press).

 

2 Obiettivo e ipotesi

Se da una parte non sono state ancora del tutto chiarite le caratteristiche proprie dell’individuo ego-resiliente, dall’altra è ampio e consolidato il consenso in relazione ad un comportamento resiliente. Il nostro obiettivo è stato di validare una scala di misurazione della ego-resilienza in adolescenza. La scala si basa sulla possibile somiglianza (espressa come “probabilità” di sviluppare un comportamento simile) rispetto a delle storie resilienti.

L’obiettivo è declinabile nella volontà di verificare: (1) se la rappresentazione della propria ego-resilienza sia identificabile come un costrutto specifico, coerente e confrontabile e (2) se tale costrutto permetta di identificare adolescenti con un’alta e con una bassa ego- resilienza. Nello specifico l’obiettivo è scomponibile in 5 sottopunti: (a)       valutare e verificare la struttura fattoriale del questionario, (b) valutare l’attendibilità dello strumento (c) verificare l’eventuale presenza di differenze di genere, (d) rilevare la validità convergente con altri strumenti che misurano la resilienza e (e) verificare la validità divergente della scala attraverso la metodologia dei gruppi contrapposti rispetto alle dimensioni valutate.

3 Metodologia

3.1 Procedura

Fase 1. La fase preliminare della ricerca ha previsto la costruzione e la valutazione di una gamma di storie di resilienza ritenute rappresentative dell’atteggiamento resiliente. A un gruppo composto di 14 laureandi in psicologia è stato chiesto di produrre – ricorrendo a di cronaca reale – una raccolta di storie in cui il protagonista mostrasse un comportamento chiaramente definibile come resiliente. Preliminarmente tutti i laureandi hanno partecipato a un corso sul costrutto della resilienza. Al termine di questa procedura sono state prodotte 12 storie. Tre giudici hanno valutato – in modo indipendente – la rispondenza di ciascuna storia rispetto agli obiettivi. Al termine di questa fase sono state selezionate 7 storie..

Fase 2. La prima versione della scala (7 storie) è stata somministrata a 21 soggetti con una età inferiore a quella del campione di riferimento per verificare la corretta comprensione degli item attraverso una procedura di thinking aloud. È stato chiesto ai soggetti di leggere la storia e, in seguito, di raccontarla nuovamente all’intervistatore, per verificare se la comprensione fosse corretta e se altre informazioni in possesso del soggetto fossero in grado di distorcere in qualche modo la comprensione della storia. Al termine di questa procedura sono state eliminate due storie e le restanti sono state adattate sulla base degli elementi emersi.

Fase 3. La scala (5 storie) è stata proposta a un gruppo di 300 soggetti di età compresa tra 16 e 21 anni (M= 18 annii; DS= 11 mesi), di cui il 50,0 % femmine. Sui dati raccolti è stata analizzata la simmetria e la curtosi di ciascun item suddividendo il campione in relazione all’età e al genere (Kline, 1996). Per tutti gli item si registrano valori compresi tra -1 e 1 per entrambi i test. Per verificare l’adeguatezza dei dati raccolti a un’analisi fattoriale, sono stati realizzati il test di Bartlett e di Kaiser-Meyer-Olkin. Il test di Bartlett è significativo e l’indice di Kaiser-Meyer-Olkin è pari a .745. I risultati indicano un sufficiente livello di adeguatezza del modello fattoriale ai dati raccolti (Barbaranelli, 2003).

È stata compiuta un’Analisi delle Componenti Principali. Sia gli autovalori, sia lo scree-plot ha suggerito l’estrazione di un solo fattore in grado di spiegare il 44,36% della varianza complessiva. Il fattore raccoglie tutti gli item e – in base ai criteri di costruzione dello strumento – fa riferimento all’autoefficacia di resilienza.

Fase 4. La scala è stata somministrata ad un campione di 1000 soggetti, con una età compresa tra i 16 e i 19 anni (M= 17 anni e 11 mesi; DS= 9 mesi), di cui 50,0% femmine. L’analisi fattoriale è stata replicata per verificare la presenza di una soluzione fattoriale simile a quanto registrato in precedenza. L’analisi è stata compiuta con il metodo della Massima Verosimiglianza su un campione di 500 soggetti, bilanciati per sesso, estratto casualmente.

L’analisi ha identificato un solo fattore con autovalore maggiore di 1 in grado di spiegare il 54,0% della varianza. L’indice di adattamento di questa soluzione non è significativo (Chi2=14,8; g.d.l.=5; n.s.).

 

Tabella 1 – Analisi fattoriale: Autovalore e varianza spiegata

Fattore Totale Femmine Maschi
Autovalore %

varianza

%

cumulata

Autovalore %

varianza

%

cumulata

Autovalore %

varianza

%

cumulata

1 2,700 54,00 54,00 2,774 55,48 55,48 2,619 52,38 52,38
2 0,755 15,11 69,11 0,843 16,86 72,34 0,748 14,96 67,34
3 0,563 11,26 80,36 0,558 11,16 83,50 0,612 12,24 79,58
4 0,510 10,20 90,57 0,475 9,50 93,00 0,519 10,39 89,97
5 0,472 9,43 100,00 0,350 7,00 100,00 0,501 10,03 100,00

 

 

Tabella 2 – Saturazioni fattoriali

Item Totale Femmine Maschi
Storia 1 0,738 0,761 0,714
Storia 2 0,735 0,707 0,763
Storia 3 0,791 0,826 0,755
Storia 4 0,764 0,784 0,745
Storia 5 0,636 0,631 0,633

 

 

Tutti gli item hanno una saturazione fattoriale di almeno 0,60 all’interno del fattore estratto. L’analisi fattoriale è stata confermata per entrambi i generi, il coefficiente di congruenza di Tucker è pari a .95. L’attendibilità della scala – misurata tramite l’alfa di Cronbach – è pari a .78. Sui restanti 500 soggetti è stata realizzata un’analisi confermativa. I modelli Lisrel ottenuti presentano degli indici accettabili, considerando anche il numero ridotto degli item.

Tabella 3 – Analisi fattoriale confermativa

FIT Indices GoF Indices
Chi quadro Gradi di Libertà RMR GFI AGFI RMSEA
11,23 5 .06 .96 .91 .05

GFI = Goodness-of-Fit Index; AGFI = Adjusted Goodness-of-Fit Index; RMSEA = Root Mean Square Error of Approximation

 

Fase 5. La fase conclusiva della ricerca è stata dedicata all’analisi della validità convergente e discriminante dello strumento messo a punto nella fase precedente e all’analisi delle differenze di genere.

3.2 Partecipanti

Hanno partecipato all’ultima fase della ricerca 559 soggetti di età compresa tra 16 e 19 anni (M= 17 anni e 7 mesi; DS= 1 anno e 1 mese), di cui il 50,80% femmine e il 49,20% maschi. Il 59,21% del campione proviene da Salerno, mentre il restante 40,79% dalla capitale romana. Per quanto riguarda la tipologia di scuola, il 53,3% frequenta un liceo scientifico, il 28,1% e il 18,6% un istituto tecnico.

3.3 Strumenti

Oltre ad un questionario socio-anagrafico e la versione definitiva della Questionnaire on Resilience Stories (QRS), sono stati somministrati 5 strumenti. Di seguito è fornita una breve descrizione degli strumenti e – per ciascun fattore – l’attendibilità misurata con l’alpha di Cronbach.

L’ H&H Resilience Screening Tool (Hunter, 2001) è uno strumento costituito da 41 item su scala Likert a 5 passi. La scala misura il livello di resilienza negli adolescenti e considera le seguenti dimensioni: Creatività (.70), Humor (.56), Indipendenza (.59), Iniziativa (.54), Insight (.59), Relazioni (.72), Valori (.61), Autostima (.72) e Autoefficacia (.73).

L’Adolescent Resilience Scale (Oshio et al., 2002) ha 21 item su scala Likert a 5 passi. La scala misura le caratteristiche psicologiche degli individui resilienti attraverso tre fattori: ricerca di novità (.81), regolazione emotiva (.79) e orientamento al futuro positivo (.79).

La Resilience Scale for Adult (Friborg et al., 2003) è costituita da 37 item articolati su un differenziale semantico a 5 punti di risposta e misura le risorse protettive che promuovono un adattamento positivo negli adulti. Lo strumento è costituito da cinque fattori: Forza personale – Autopercezione (.78), Forza personale – Percezione del futuro (.77), Stile strutturato (.63), Competenze sociali (.78), Coesione familiare (.82) e Risorse sociali (.78).

La Connor-Davidson Resilience Scale (Connor & Davidson, 2003) è articolata in 25 item con scala Likert a 5 passi. Lo strumento presenta 5 fattori: Competenze personali, standard elevati e tenacia (.61), Fiducia nelle proprie sensazioni, tolleranza dei sentimenti negativi e rafforzamento (.44), Accettazione dei cambiamenti e relazioni sicure (.59), Controllo (.72) e Influenze spirituali o fatalismo (.62).

La Resilience Scale (Wagnild & Young, 1993) è costituita da 25 item e una scala Likert a 7 passi e valuta la resilienza quale caratteristica positiva di personalità in grado di accrescere il livello di adattamento individuale, attraverso cinque fattori: Significatività (.77), Serenità (.78), Fiducia in se stessi (.75), Perseveranza (.56) e Autonomia (.50).

4 Risultati

4.1Analisi preliminari

È stato verificato il possesso dei requisiti necessari per le successive analisi: normalità distributiva e attendibilità.

Tutte le scale presentano indici di simmetria e curtosi compresi tra -1 e 1, ma alcune scale presentano indici di attendibilità inferiori a 0,65 e – per questo motivo – sono state escluse dalle successive analisi (nello specifico: Humor, Indipendenza, Iniziativa, Insigh e Valori (H&H); Stile strutturato (RSA); Perseveranza e Autonomia (Resilience Scale) e tutte le scale della CD-RISC a eccezione del Controllo.

4.2 Correlazioni

Tutte le scale presentano una correlazione significativa con la Resilience Stories Scale.

Tabella 4 – Matrice delle correlazioni

H&H ARS RSA CD RISK RESILIENCE

SCALE

Creatività Relazioni Autostima Autoefficacia Ricerca di novità Controllo emozionale Positività orientata al futuro Forza personale

/Autopercezione

Forza personale

/Percezione del futuro

Competenze sociali Coesione familiare Risorse sociali Controllo Significatività Serenità Fiducia in se stessi
RSS .328 .389 .536 .603 .302 -.193 .528 .560 .566 .287 .230 .239 .557 .524 .420 .426

Tutte le correlazioni sono significative per un livello di p<0.01

4.3 Validità discriminante

Dal campione totale dei soggetti sono stati selezionati due sottogruppi di soggetti: a) 61 soggetti con punteggio elevato nella RSS (punteggio totale maggiore di una deviazione standard dalla media); b) 65 soggetti con punteggio basso nella RSS (punteggio totale inferiore di una deviazione standard dalla media). Per verificare se i due gruppi fossero bilanciati riguardo al genere, è stato effettuato il test del Chi2, risultato non significativo (Chi2=3,43; g.d.l.= 1; n.s.). I risultati della MANOVA hanno evidenziato l’effetto principale del fattore gruppo (F=13,47; g.d.l.=16; p<.001). Gli effetti uni variati sono stati scomposti tramite test ANOVA.

Tabella 5 – Analisi discriminante

Strumento Scala Basso Alto ANOVA
M DS M DS F Significatività
H&H Creatività 9,79 1,83 11,52 2,14 23,89 p<.01
Relazioni 25,36 4,81 29,72 4,44 27,99 p<.01
Autostima 22,51 5,09 28,03 4,00 46,07 p<.01
Autoefficacia 28,20 4,84 36,11 4,27 94,88 p<.01
ARS Ricerca di novità 21,11 3,67 23,75 2,91 20,13 p<.01
Controllo emozionale 26,39 3,44 25,48 3,23 2,38 n.s.
Positività orientata al futuro 14,46 3,70 19,75 3,31 71,82 p<.01
RSA Forza personale /Autopercezione 16,85 3,75 22,65 2,85 96,13 p<.01
Forza personale /Percezione del futuro 11,61 3,35 16,94 2,26 110,90 p<.01
Competenze sociali 22,75 3,45 25,52 3,30 21,17 p<.01
Coesione familiare 22,11 4,53 25,52 4,09 19,72 p<.01
Risorse sociali 25,23 3,49 28,11 3,96 18,63 p<.01
CD RISK Controllo 9,07 2,30 12,34 1,41 94,08 p<.01
RESILIENCE SCALE Significatività 32,59 7,20 41,23 5,24 59,82 p<.01
Serenità 22,52 5,66 28,34 4,57 40,44 p<.01
Fiducia in se stessi 25,98 5,44 32,77 4,36 60,12 p<.01

 

 

Non è significativa la differenza tra i due gruppi esclusivamente in relazione al Controllo emozionale. In generale, i soggetti con alta resilienza, misurata tramite la RSS, fanno registrare punteggi più alti in tutte le scale considerate.

4.5 Differenze di genere

Per verificare la presenza di differenze di genere significative per la RSS è stato deciso di effettuare un disegno dell’analisi della varianza univariato. L’ANOVA non ha evidenziato (F(1,558)=3,750; n.s.) differenze significative.

 

5 Discussione

Rispetto all’obiettivo generale, la Resilience Stories Scale, sembra costituire un passo avanti nella possibilità di misurare l’ego-resilienza, intesa come autoefficacia nel superare eventi traumatici. Passando agli obiettivi specifici, è emerso un fattore in grado di spiegare una quota pari al 54% della varianza. L’analisi fattoriale confermativa ha confermato la bontà della struttura monofattoriale. La Resilience Stories Scale sembra avere una buona attendibilità e validità interna. L’analisi per gruppi contrapposti e della validità convergente sembrano confermare la validità dello strumento e la sua capacità di discriminare. Non sono state identificate differenze di genere.

6 Conclusioni, limiti e sviluppi

Il processo resiliente o le caratteristiche di un elemento resiliente sembrano interessare numerosi ambiti di ricerca (es. biologia, ingegneria, informatica) e – a seconda dell’approccio disciplinare – assume connotazioni e caratteristiche proprie. In psicologia, lo studio della resilienza risente della variabilità propria dei soggetti e dell’interazione tra soggetti ed eventi di vita. Come ravvisa Cyrulnik (2005), i traumi sono sempre diversi poiché sopraggiungono in momenti differenti su strutture psichiche diverse. Durante l’infanzia il soggetto mette in atto dei pattern comportamentali connotati da un livello di consapevolezza ancora basso, dunque la risposta resiliente in questa fase ha un aspetto istintuale; viene invece guidata da una componente fortemente volitiva durante l’adolescenza e sarà accompagnata dalle competenze metacognitive acquisite e dalle sovrastrutture culturali impresse sulla sua personalità, in età adulta.

Proprio per la variabilità – intrinseca ed estrinseca – e la mutevolezza che la resilienza può assumere è necessario assumere nuove modalità di studio e – forse – di approccio. Inoltre, sul piano epistemologico, mutuando quanto sostenuto da alcuni autori (Saleebey, 1997; 2001 Weick e Chamberlain, 1997) in altri contesti disciplinari è quanto mai opportuno spostare l’attenzione dai “deficit” (assenza di resilienza) alle caratteristiche specifiche dei soggetti resilienti, per consentire – sul piano applicativo –lo sviluppo di interventi psico-pedagogici di rafforzamento della resilienza.

All’interno di questa prospettiva è stato ideato e costruito lo strumento “Resilience Stories Scale” si pone l’obiettivo di sostenere successivi studi e ricerche che indaghino la relazione tra elevata autoefficacia di resilienza (e più in generale l’ego-resilienza) e dimensioni individuali, sociali e ambientali.

Attualmente, anche se lo strumento sembrerebbe presentare caratteristiche psicometriche adeguate, lo strumento è sottoposto ad ulteriori verifiche. Oltre ad una validazione con adulti si sta procedendo alla costruzione di una versione con un numero di item maggiori.

 

Riferimenti bibliografici

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Bronfenbrenner U. (1996) Modèle «Processus–Personne–Contexte–Temps», in Le modèle écologique dans l’étude tu développement de l’enfant, Québec, Presses Universitaires

Cramer B. (2000) Cosa diventeranno i nostri bambini? Raffaello Cortina, Milano

Gamerzy, N., Masten, A. S., & Tellegen, A. (1984). The study of stress and competence in children: A building block for developmental psychopatology. Child Development, 55, 97-111.

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Groteberg, E. (1996). The international resilience project: Promoting resilience in children. Online at: http://resilnet.uiuc.edu/library/grotb97a.html

Kline P. (1996) Manuale di psicometria: Come costruire, valutare e applicare un test psicologico. Astrolabio Editore, Roma.

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Masten A., Best K., Garmezy N. (1990) Resilience and development: Contributions from the study of children who overcome adversity, Development and Psychopathology, 2, 425–444

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Putton A., Fortugno M. (2006) Affrontare la vita, Carocci Faber, Roma

Richters J.E., Weintraub S. (1990) Beyond diathesis: Toward an understanding of high–risk environments, in Rolf J., Masten A. S., Cicchetti D., Nuechterlein K. G., Weintraub S., (ed.) Risk and protective factors in the development of psychopathology, Cambridge University Press, New York

Rutter M. (1987) Psychosocial resilience and protective mechanisms, Am. J. Orthopsychiatry, 57, 316–31

Rutter M. (1993) Resilience: Some conceptual considerations, Journal of Adolescent Health, 14, 626–631

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Sroufe L. A., Egeland B., Kreutzer T. (1990) The fate of early experience following developmental change: Longitudinal approaches to individual adaptation in childhood, Child Development, 61, 1363– 1373

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Werner E. E. (1984) Resilient children, Young Children, 1, 68–72

Werner, E. E., & Smith, R. S. (1982). Vulnerable but invincible: A study of resilient children. New York. McGraw-Hill.

 

 

Appendice – La Resilience Stories Scale

Di seguito troverai cinque storie accadute realmente ai protagonisti. Dopo aver letto ciascuna storia ti chiediamo di indicare – in percentuale – quanto è probabile che tu nella stessa situazione ti possa comportare come il protagonista

 

Alessandro Zanardi
Alessandro Zanardi è un pilota automobilistico. Il 15 settembre del 2001 durante una gara in Germania ha un incidente in cui rimane gravemente ferito, tanto che gli vengono amputate entrambe le gambe.

Dopo una lunghissima riabilitazione e grazie all’uso di protesi, Zanardi torna a camminare e già l’anno successivo all’incidente torna in pista con una vettura appositamente modificata per lui.

Scrive due libri in cui racconta la sua carriera, il suo incidente e il suo sorprendente recupero: un’altra gara quella con le protesi che, “dopo tante lacrime represse di dolore, gli ridanno vita e soddisfazioni”.

 

Nella stessa situazione, quanto è probabile che tu ti comporti nello stesso modo del protagonista?
0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%

 

Marco Baldini
Marco Baldini è un conduttore radiofonico. Ha lavorato per diverse radio locali prima di approdare ad una radio nazionale e alla televisione. A causa di problemi personali, legati al gioco d’azzardo, è allontanato dal lavoro e si ritrova sommerso da numerosi debiti.

Dopo aver toccato il fondo, decide, però, di dire basta a quella vita e di ricominciare da capo. L’occasione gli si presenta quando gli è offerto un lavoro in un’altra città e lui decide di partire.

Da quel momento in poi lavorerà per pagare i numerosi debiti che ha contratto in dieci anni di poker e scommesse ai cavalli. Decide, inoltre, di scrivere un libro per aiutare chi ha problemi con il gioco d’azzardo ad uscirne, raccontando la sua esperienza.

 

Nella stessa situazione, quanto è probabile che tu ti comporti nello stesso modo del protagonista?
0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%

 

Claudio Imprudente
Claudio Imprudente, giornalista e scrittore, ha un deficit fisico grave, non parla e per comunicare usa una lavagna di plexiglas trasparente sulla quale sono incollate lettere che, indicate con lo sguardo all’interlocutore gli permettono di esprimersi.

Grazie a questo strumento ha scritto libri, fiabe per bambini, partecipa a convegni e a trasmissioni televisive cercando di promuovere una cultura che mette in primo piano la persona nel rispetto e nella valorizzazione della sua diversità.

Claudio definisce la sua vita “imprudente”, sottolineando l’audacia e l’autoironia con cui affronta il suo handicap, senza vittimismo ne autocommiserazione ma con grande gioia di vivere.

 

Nella stessa situazione, quanto è probabile che tu ti comporti nello stesso modo del protagonista?
0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%

 

Stefano
Stefano ha 18 anni e frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico quando gli viene diagnosticato un tumore.

Inizia per lui un anno difficile in cui cicli di chemioterapia si alternano a compiti in classe, interrogazioni e gite scolastiche. Nonostante le difficoltà non perde, però, il sorriso e la voglia di vivere.

Con grande coraggio affronta la sua malattia e la supera. Ora è iscritto all’università e nel tempo libero fa volontariato in un ospedale.

 

Nella stessa situazione, quanto è probabile che tu ti comporti nello stesso modo del protagonista?
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Suma
Suma si è trasferita da poco in Italia insieme a sua madre per raggiungere il padre che vive e lavora qui già da qualche anno. Suo fratello più piccolo è rimasto in India insieme ai nonni e lei sente molto la loro mancanza.

Inoltre, non parlando molto bene l’italiano ha difficoltà a fare amicizia e rimane tutto il giorno a casa da sola aspettando che i genitori rientrino dal lavoro. Decide di iscriversi alla scuola superiore ma anche qui le cose non sono come lei vorrebbe, i compagni di classe la trattano con diffidenza e alcuni di loro la prendono in giro per il colore della sua pelle.

Suma decide allora di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà che finora ha incontrato e organizza una festa per rompere il ghiaccio e fare amicizia con i suoi compagni di classe.

 

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